Come riciclare le vecchie lampadine dopo l’acquisto di quelle a Led

Come riciclare le vecchie lampadine dopo l’acquisto di quelle a Led

Acquistare lampadine a led è sicuramente un vantaggio per voi ed anche per l’ambiente, dal momento che offrono la possibilità di risparmiare notevolmente sia in termini economici che per quanto riguarda l’energia consumata.

Le lampadine e lampade a led, infatti, riescono ad assicurare una resa che supera qualsiasi altra tecnologia classica, offrendo dei risultati davvero molto importanti sia per quanto riguarda la luminosità che la resa dei colori.

Uno degli altri punti di forza di utilizzare le lampade e le lampadine a led è senz’altro quello di poter riciclare ben il 99% dei materiali utilizzati per la loro costruzione ed è indiscutibilmente un altro importante vantaggio per l’intero ambiente che ci circonda.

Vecchie lampadine: è un peccato buttarle

Una volta che si provvede all’acquisto delle lampadine a led, però, c’è sempre il problema di cosa combinare con le lampadine ad incandescenza che si sono utilizzate fino a quel momento per l’illuminazione della propria abitazione.

Ebbene, provate ad usare un po’ l’immaginazione ed evitate di buttarle, dal momento che si possono riciclare anche in modo piuttosto simpatico e decorativo.

Con l’enorme diffusione delle lampadine a led, quelle ad incandescenza sono state gettate nel dimenticatoio, visto che non in tutti i casi la sostituzione si è verificata per via di una loro rottura.

Con le vecchie lampadine ad incandescenza, quindi, potrete senz’altro creare delle nuove soluzioni decorative che abbiano come scopo principale quello di riciclarle e farle diventare dei veri e proprio contenitori decorativi, non prima, però, di aver visionato tutte le lampadine e lampade a led in offerta su LedLedITALIA.it e aver scelto il modello migliore per le proprie esigenze.

Da lampadine a soluzioni decorative

La prima cosa da fare per far diventare le vostre vecchie lampadine ad incandescenza delle soluzioni decorative molto interessanti per la vostra abitazione, è senz’altro quella di avere a disposizione i materiali necessari per effettuare tale lavoro.

Di conseguenza, si dovrebbe sempre avere a disposizione, oltre alle vecchie lampadine naturalmente, anche una pinza a punta fine, una carta di giornale ed un panno che non usate più.

Si tratta di un lavoro che deve essere svolto con grande pazienza e prestando la massima attenzione, visto che lavorando con il vetro e non utilizzando le dovute precauzioni si può correre il rischio di tagliarsi.

Ecco cosa serve e come fare per riciclarle

Quindi, prendetevi tutto il tempo necessario per portare a termine un buon lavoro ed impugnate la lampadina, utilizzando un vecchio panno (in alternativa va bene anche una calza di spugna che non usate più) e, utilizzando la pinza a punta sottile, cercate di sollevare la piastrina in ferro che va a bloccare il bulbo, sempre in modo delicato ed attento, rimuovendola del tutto.

A questo punto dovrete occuparvi di quel vetrino nero che rappresenta una sorta di copertura: anche in questo caso dovrete spaccarlo, ma in modo delicato, evitando che si possa rompere anche il bulbo: estraete a questo punto i fili elettrici che sono presenti nel bulbo, rimuovete ogni residuo di vetro.

Dopo la pulizia attenta e completa della lampadina, potrete sfruttarla come un vero e proprio vasetto, utilizzando un supporto su cui collocare il bulbo: è sufficiente utilizzare un semplice cerchietto che abbia un diametro che si adatti a tali dimensioni.

Ecco che il vostro vasetto sta per essere composto: metteteci dentro un po’ d’acqua e il vostro fiore ed il lavoro è terminato.

Quindi, quando acquistate delle nuove lampadine e lampade a led, adesso avrete un’idea in più per poter evitare di buttare quelle vecchie, ma riciclarle rispettando anche maggiormente l’ambiente che vi circonda.

Smaltimento dei pannelli solari, quali sono gli Incentivi?

Smaltimento dei pannelli solari, quali sono gli Incentivi?

Il pannello solare è quella tecnologia con la quale vengono catturati i raggi solari e con un procedimento basato sul tipo di sistema installato viene prodotta energia elettrica ed acqua calda.

Lo scopo principale di questo impianto è consentire un risparmio della componente energetica attraverso l’ammortamento in un lasso di tempo variabile a seconda dell’installazione. Il vantaggio è assicurato dalla durata del sistema e dal risparmio annuale che contribuisce a diminuire sensibilmente le spese sull’energia di cui si ha bisogno.

La Legge di Stabilità del Governo Renzi ha riconfermato l’atteggiamento favorevole nei confronti delle fonti di energia rinnovabili e sulle tematiche dell’efficienza energetica riproponendo gli incentivi e detrazioni fiscali riguardo gli interventi in questi settori. Elettricità ed efficienza termica della casa sono due degli aspetti che la normativa prende in esame sensibilizzando il cittadino ed offrendo vantaggi per orientare l’opinione pubblica all’utilizzo di impianti atti al risparmio energetico. In Italia sono presenti altre normative che disciplinano l’argomento, il programma italiano rivolto all’incentivazione della produzione attraverso le fonti fotovoltaiche viene chiamato Conto Energia entrato in vigore nel mese di Settembre del 2005.

Riguardo gli impianti fotovoltaici ad uso domestico vengono riconosciuti come opere finalizzate al conseguimento del risparmio energetico, per cui la legge prevede una detrazione del 50% favorita dal calare dei prezzi di questi dispositivi per le nuove installazioni e per le ristrutturazioni. Tale detrazione viene riconosciuta quando non si usufruisce dei vantaggi offerti dalle tariffe applicate dal Conto Energia.

fotovoltaicoPer gli impianti fotovoltaici grid connected, cioè connessi alla rete, è prevista che l’energia in esubero venga venduta all’azienda distributrice ottenendo un guadagno proporzionale al quantitativo erogato.

Secondo la delibera del GSE, Gestore dei Servizi Energetici, l’erogazione degli incentivi dal Gennaio 2016, sia per i vecchi che nuovi impianti, viene calcolata facendo riferimento alla rilevazioni effettuate dal gestore della rete energetica. Importante è che i sistemi siano dotati di un dispositivo che consenta la misurazione dell’energia lorda prodotta dall’impianto. Nel caso dei sistemi domestici, cioè a bassa tensione, sarà lo stesso gestore a provvedere.

L’attenzione rivolta alle fonti rinnovabili, al risparmio energetico, all’efficienza degli impianti assieme ai vantaggi offerti dalla normativa in vigore propongono vantaggi rilevanti che si concretizzano nel risparmio della componente energetica attraverso detrazioni offerte dallo Stato. Questi incentivi con il calare dei prezzi degli impianti rende tali scelte molto convenienti e contribuiscono notevolmente alla diminuzione dei costi della componente energetica. A questo è da aggiungere la su citata possibilità di cedere l’energia in esubero ottenendo, addirittura, un guadagno dall’installazione dell’impianto.

Cosa sono i pannolini lavabili?

Negli ultimi anni si è diffuso l’utilizzo dei pannolini lavabili per i neonati. “Come si usava una volta” direte…no beh, quasi. Quelli moderni sono costituiti da materiali più assorbenti e più semplici da lavare e da far indossare. Perché sceglierli? Perché sono un prodotto ecosostenibile, che ci permette di ridurre notevolmente la produzione di rifiuti. Read more

Il mondo del riciclo nell’abbigliamento esiste!

Il mondo del riciclo nell’abbigliamento esiste!

Il mondo del riciclo nell’abbigliamento esiste! In un mondo dove per anni gli sprechi sono stati all’ordine del giorno (e, a dirla tutta, ancora oggi gli sprechi ed i consumi eccessivi portano ad un inquinamento notevole), parlare di riciclo, o di riciclo creativo è davvero molto importante, per vivere meglio e rispettare il nostro pianeta.

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Come riciclare un letto: qualche idea utile per un riciclo creativo

Come riciclare un letto: qualche idea utile per un riciclo creativo

Il riciclo creativo è un modo semplice ed istruttivo che si applica agli oggetti vecchi inutilizzati che si ha intenzione di gettare. Proprio in tempi di crisi non si butta via niente ma basta recuperare l’oggetto con originalità. In tal caso ci occuperemo di dare qualche dritta su come riutilizzare un letto partendo dalla rete, al materasso infine ad arrivare alla testiera. Se avete vecchi materassi o vecchie reti da letto anche un po arrugginite si possono trasformare in oggetti utili che possono essere riutilizzati per arredare o semplicemente abbellire diverse parti della casa.

Le idee che seguono sono fornite gentilmente da DormHouse – Centro esclusivo Permaflex che si occupa della vendita di letti a Formia e Fondi.

Piccole idee creative facili e veloci per riutilizzare la vecchia rete

Tra gli oggetti che abbiamo in casa da riciclare possiamo trovare dei letti che dobbiamo gettare, ma come riutilizzare tutte le sue parti in maniera creativa? Le vecchie reti che compongono il letto anche arrugginite e un po ammaccate possono essere recuperate trasformandole in bacheche dove poter attaccare tutto ciò che vi piace come foto, bigliettini e quant’altro.

Per realizzare una bacheca bastano pochi passaggi, innanzitutto svitare, o qualora tagliare le gambe alla rete. Una volta fatta quest’operazione basta pulire per bene la rete e dopo di ché dipingere la rete del colore che si preferisce, una volta che il colore si è asciutto bisogna fissare la rete al muro utilizzando qualche gancio, e la vostra bacheca è pronta per essere utilizzare.

Un altro metodo creativo che riguarda sempre il riutilizzo di una vecchia rete è quello di usarla come un metodo di aggancio per il garage.

Come riciclare i materassi?

Oltre alle vecchie reti anche i materassi possono essere riutilizzati, basta un idea creativa, un piccolo sforzo e possono diventare complementi d’arredo. I vecchi materassi possono essere trasformati in comodi divani, basta appoggiare su un tappeto o su una tavola questi vecchi materassi ovviamente disinfettati e ricoperti da teli appositi con colori che si adattano alla stanza in cui andrà il “divano” o farvi aiutare da un tappezziere e ricoprire il materasso stesso, e vi troverete ad avere un complemento d’arredo originale ma anche riciclato.

Un’idea più particolare che riguarda sempre la riutilizzazione del materasso è quella di trasformarli in cuscini trapuntati colorati anziché in divani, ma per realizzare ciò vi è bisogno di artigiani esperti.

Se invece vorreste utilizzare anche la struttura del letto vi possiamo fornire un’idea molto creativa, la base del letto dovrà essere in legno in modo tale da trasformarlo in divanetto da giardino, tagliandolo e ridipingerlo, per creare i comodi cuscini del divanetto basta utilizzare un materasso piccolo prendendo spunto dalle idee esposte precedentemente.

Pannelli fonoassorbenti: cosa sono e a cosa servono

Pannelli fonoassorbenti: cosa sono e a cosa servono

I pannelli fonoassorbenti, come dice lo stesso nome, sono dei pannelli realizzati con lo scopo di isolare acusticamente un ambiente. Si differenziano dai pannelli fonoisolanti dal momento che quest’ultimi hanno una struttura costituita da materiali ad elevato peso specifico, come ad esempio il piombo, racchiusi tra strutture fonoassorbenti; mentre i pannelli fonoassorbenti sono completamente realizzati con questi materiali.

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La disinfestazione delle vespe a Roma città

La disinfestazione delle vespe a Roma città

Disinfestazione vespe, a chi rivolgersi a Roma?

Non è poco frequente avere bisogno di disinfestare gli ambienti da vespe e dal nido di vespe. La vespa appartenente all’ ordine degli imenotteri è parente stretto dell’ape, con la quale condivide molte caratteristiche morfologiche e sociali, tra le quali la capacità di realizzare nidi (favi) per allevare la propria colonia. La lunga evoluzione naturale degli imenotteri ha inoltre dotato la vespa di un aculeo velenifero addominale che impiega come potente arma di difesa in caso di necessità per proteggere se stessa e, soprattutto, la comunità a cui appartiene.

Perchè sono necessarie le disinfestazioni da vespe

La pericolosità di questo insetto per l’uomo deriva dalla sua capacità di infliggere punture nella pelle e di iniettare contemporaneamente un veleno. Quest’ultimo è un liquido di natura proteica che, una volta entrato nei tessuti organici, provoca una reazione acida tossica per le cellule, dalla quale ha origine il tipico dolore e gonfiore.

Per la maggioranza delle persone, come è noto, le conseguenze di una puntura di vespa si risolvono rapidamente senza alcun particolare problema, ma per altri soggetti, definiti comunemente allergici, l’incontro accidentale con questo insetto può rappresentare un concreto pericolo, perfino per la propria vita. Il sistema immunitario di queste persone si caratterizza infatti per il fatto di essere eccessivamente sensibile a talune sostanze presenti nel veleno e di reagire in misura spropositata provocando, nei casi estremi, anche uno stato di shock anafilattico con conseguente repentino abbassamento della pressione sanguigna e contrazione delle vie aeree. In questi casi, si rivela spesso indispensabile il ricovero in ospedale.

Roma, con i sui innumerevoli edifici storici ricchissimi di cavità ed insenature nonché temperature medie invernali miti, rappresenta indubbiamente una città ideale per l’insediamento e sviluppo di colonie di vespe. Anche un piccolo foro insignificante situato tra gli antichi mattoni, magari esposto al sole, può celare al suo interno una comunità numerosa di vespe che, se disturbate, non tarderanno ad uscire fuori per sventare il loro attacco simultaneo contro la presunta minaccia. per questo è necessario attuare una pronta disinfestazione al nido delle vespe per andare dritti al cuore del problema.

Sistemi di disinfestazione – pronto intervento

La presenza dunque di uno o più favi di vespe, in particolare quando sono di dimensioni rilevanti e localizzati nelle aree di maggior frequentazione, si pensi ad esempio ai numerosi e visitatissimi siti archeologici romani, costituisce un reale pericolo per le persone, costringendo spesse volte le amministrazioni ad interventi tempestivi di controllo ed eliminazione del nido di vespe quindi delle colonie.

Come in molte altre grandi città, anche in Roma hanno sede diverse ditte specializzate nella disinfestazione delle vespe in piena sicurezza. Le strategie adottate sono sostanzialmente di due tipi:

– per via chimica, mediante l’impiego di insetticidi;
– per via fisico-biologica con speciali trappole attrattive.

Il primo sistema prevede solitamente l’utilizzo di particolari erogatori a pressione in grado di spruzzare la sostanza insetticida, consentendo quindi all’operatore di rimanere a debita distanza dal favo. Talvolta è inoltre necessario dotare l’erogatore di una particolare prolunga per raggiungere i favi costruiti all’interno di cavità altrimenti inaccessibili. Il secondo sistema sfrutta invece le proprietà di alcune sostanze (feromoni) o di fenomeni fisici (luce UV) per attrarre e catturare questi insetti.

Suggerito da: pronto24h.it

Hai un negozio di abbigliamento? Scopri come riciclare le rimanenze di magazzino!

Hai un negozio di abbigliamento? Scopri come riciclare le rimanenze di magazzino!

Può capitare in ogni attività commerciale di dover fare i conti con grosse rimanenze di magazzino e non avere idee concrete su come smaltirle. Il problema è parecchio sentito dai commercianti che operano nel campo della moda, pesantemente penalizzati dal crollo degli acquisti negli ultimi dieci anni dovuto a diversi fattori, uno su tutti la crisi economica che ha messo in ginocchio mezzo mondo. Cercare di vendere in stock le giacenze di magazzino non deve essere dunque percepito come un mezzo fallimento, in tutta franchezza è un momento che capita praticamente a tutti, ma piuttosto come un’opportunità per ridare slancio, sia economico che di immagine, alla propria attività.

A chi affidarsi per vendere le proprie rimanenze di magazzino?

Chi si trova di fronte a quest’operazione probabilmente non riesce ad individuare neppure il primo passo da compiere. Le immagini di magazzini stracolmi di merce invenduta può, in effetti, scoraggiare chiunque ma è importante avere le idee chiare ed affidarsi a professionisti del settore per il ritiro delle rimanenze di magazzino. In molti, dunque, cercano di contrattare la vendita del proprio stock coi grossisti con cui di solito già sono in affari. Qualcuno potrebbe anche svolgere un servizio simile, ma in genere la disorganizzazione in queste operazioni la fa da padrona e riuscire a smaltire tutte le giacenze diventa un mezzo incubo.

Viene così in soccorso I Mercanti Stock, uno stocchista che ha sede a Cesano Boscone, in provincia di Milano, ma che opera senza alcun problema di sorta in tutte le località d’Italia. Il servizio offerto ha pochi eguali in Europa: dalla valutazione, da chiedere direttamente sul sito e che non comporta né costi né impegni col grossista, fino al ritiro dello stock segnalato in un lasso di tempo che non supera le 48 ore (in considerazione degli accordi presi col rivenditore).

I passaggi per richiedere una valutazione del proprio stock in magazzino

Collezioni rimaste invendute, merce rimasta per mesi in negozio senza essere acquistata, cumuli di capi d’abbigliamento riposti in magazzino: Sul sito si propone l’obiettivo di semplificare il più possibile un’operazione che si rende necessaria per diversi motivi, tra cui di certo quello economico. Inutile negare che un rivenditore fa cadere l’occhio principalmente sull’offerta che gli viene recapitata, contattando lo stocchista lombardo ha la sicurezza che quella sarà la migliore sul mercato. Richiedere una valutazione delle proprie rimanenze di magazzino è un passaggio che va compiuto sul sito: semplice e allo stesso tempo esaustivo il form presente sulla pagina dedicata (accessibile cliccando su “Ritiro Stock Abbigliamento” sottocategoria della voce “Stock Abbigliamento” presente nel menu principale), chiuso da una descrizione della merce che si desidera stoccare e la possibilità di inserire anche qualche immagine per rendere più precisa la valutazione finale.

Da sottolineare che nel caso ci sia una certa urgenza, i referenti di imercantimilanostock.it possono essere contattati anche personalmente su Whatsapp: i recapiti sono ben in vista in tutte le sezioni del sito web.

Come si svolge l’operazione di ritiro delle rimanenze di magazzino?

E’ proprio qui che imercantimilanostock.it riesce a fare la differenza rispetto ai “competitors”. Come specificato in home page, tutte le operazioni di ritiro giacenze sono effettuate in massimo 48 ore dalla richiesta iniziale, ammesso che l’appuntamento fissato col rivenditore rientri in tale margine temporale. Il “plus” sul piano logistico non si limita però di certo al solo fattore temporale, ma coinvolge anche quello geografico. Lo stocchista, pur con sede a Milano, è riuscito a creare una rete capillare che permette il ritiro delle merci in qualsiasi punto d’Italia: non è un caso che siano Siena, Napoli, Lecce, Palermo e Venezia le città ad oggi che contano il maggior numero di negozianti che si sono rivolti a questa azienda. D’altronde, liberarsi in pochi giorni di un fardello divenuto insopportabile e strappare una valutazione economica di tutto rispetto non può essere un vantaggio appannaggio di pochi.

 

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