Come riciclare le vecchie lampadine dopo l’acquisto di quelle a Led

Come riciclare le vecchie lampadine dopo l’acquisto di quelle a Led

Acquistare lampadine a led è sicuramente un vantaggio per voi ed anche per l’ambiente, dal momento che offrono la possibilità di risparmiare notevolmente sia in termini economici che per quanto riguarda l’energia consumata.

Le lampadine e lampade a led, infatti, riescono ad assicurare una resa che supera qualsiasi altra tecnologia classica, offrendo dei risultati davvero molto importanti sia per quanto riguarda la luminosità che la resa dei colori.

Uno degli altri punti di forza di utilizzare le lampade e le lampadine a led è senz’altro quello di poter riciclare ben il 99% dei materiali utilizzati per la loro costruzione ed è indiscutibilmente un altro importante vantaggio per l’intero ambiente che ci circonda.

Vecchie lampadine: è un peccato buttarle

Una volta che si provvede all’acquisto delle lampadine a led, però, c’è sempre il problema di cosa combinare con le lampadine ad incandescenza che si sono utilizzate fino a quel momento per l’illuminazione della propria abitazione.

Ebbene, provate ad usare un po’ l’immaginazione ed evitate di buttarle, dal momento che si possono riciclare anche in modo piuttosto simpatico e decorativo.

Con l’enorme diffusione delle lampadine a led, quelle ad incandescenza sono state gettate nel dimenticatoio, visto che non in tutti i casi la sostituzione si è verificata per via di una loro rottura.

Con le vecchie lampadine ad incandescenza, quindi, potrete senz’altro creare delle nuove soluzioni decorative che abbiano come scopo principale quello di riciclarle e farle diventare dei veri e proprio contenitori decorativi, non prima, però, di aver visionato tutte le lampadine e lampade a led in offerta su LedLedITALIA.it e aver scelto il modello migliore per le proprie esigenze.

Da lampadine a soluzioni decorative

La prima cosa da fare per far diventare le vostre vecchie lampadine ad incandescenza delle soluzioni decorative molto interessanti per la vostra abitazione, è senz’altro quella di avere a disposizione i materiali necessari per effettuare tale lavoro.

Di conseguenza, si dovrebbe sempre avere a disposizione, oltre alle vecchie lampadine naturalmente, anche una pinza a punta fine, una carta di giornale ed un panno che non usate più.

Si tratta di un lavoro che deve essere svolto con grande pazienza e prestando la massima attenzione, visto che lavorando con il vetro e non utilizzando le dovute precauzioni si può correre il rischio di tagliarsi.

Ecco cosa serve e come fare per riciclarle

Quindi, prendetevi tutto il tempo necessario per portare a termine un buon lavoro ed impugnate la lampadina, utilizzando un vecchio panno (in alternativa va bene anche una calza di spugna che non usate più) e, utilizzando la pinza a punta sottile, cercate di sollevare la piastrina in ferro che va a bloccare il bulbo, sempre in modo delicato ed attento, rimuovendola del tutto.

A questo punto dovrete occuparvi di quel vetrino nero che rappresenta una sorta di copertura: anche in questo caso dovrete spaccarlo, ma in modo delicato, evitando che si possa rompere anche il bulbo: estraete a questo punto i fili elettrici che sono presenti nel bulbo, rimuovete ogni residuo di vetro.

Dopo la pulizia attenta e completa della lampadina, potrete sfruttarla come un vero e proprio vasetto, utilizzando un supporto su cui collocare il bulbo: è sufficiente utilizzare un semplice cerchietto che abbia un diametro che si adatti a tali dimensioni.

Ecco che il vostro vasetto sta per essere composto: metteteci dentro un po’ d’acqua e il vostro fiore ed il lavoro è terminato.

Quindi, quando acquistate delle nuove lampadine e lampade a led, adesso avrete un’idea in più per poter evitare di buttare quelle vecchie, ma riciclarle rispettando anche maggiormente l’ambiente che vi circonda.

Migliorare l’efficenza termica della casa: coibentazione delle pareti, cos’è e come farla

Migliorare l’efficenza termica della casa: coibentazione delle pareti, cos’è e come farla

La coibentazione delle pareti è un processo fondamentale per migliorare l’efficenza termica di un’abitazione. Questo problema, di consueto è presente in vecchie case in cui avviene una dispersione d’aria. Fredda o calda che sia, l’aria passa attraverso soffitti, tetti, serramenti e addirittura muri. Così, dalla mattina alla sera la temperatura si abbassa di ben 5 gradi centigradi.
Invece, la percentuale totale di dispersione è notevole: si aggira intorno al 75%.
Di conseguenza, coibentare le pareti di un’abitazione porta ad un elevato risparmio sia in termini energetici che economici.
La casa riuscirà così a mantenere costante la temperatura interna.

Coibentazione delle pareti: le tecniche più utilizzate

La coibentazione pareti può essere fatta con tre differenti tecniche:

  • isolamento dall’esterno;
  • isolamento dall’interno;
  • isolamento in intercapedine.

L’isolamento dall’esterno è senza dubbio il modo più efficace per coibentare la propria casa. Le metologie più diffuse per l’isolamento dall’esterno sono 2:

  • sistema a “cappotto”;
  • facciata ventilata.

L’isolamento dall’interno, invece, è la soluzione più economica da adottare. Le tecniche più utilizzate per la coibentazione dall’interno sono 2:

  • controparete preaccopiata;
  • controparete su struttura metallica.

Il compromesso avviene utilizzando la tecnica di isolamento in intercapedine. Le metodologie più diffuse sono 2:

  • intercapedine con pannelli a facciavista;
  • intercapedine con laterizi a faccia vista.

La coibentazione delle pareti viene fatta utilizzando diversi materiali, vediamo quali sono quelli di maggiore utilizzo.

Isolamento termico: i materiali più utilizzati

Molto aziende sono all’avanguardia nella produzione di materiali isolanti termici. Attualmente tanti di questi prodotti sono reperibili sul mercato.
Tra i più utilizzati ci sono:

  • lana di roccia o lana di vetro;
  • argilla;
  • polistirolo;
  • fibra di legno;
  • paglia;
  • sughero espanso;
  • schiuma di poliuretano.

I costi dell’isolamento termico

Difficile stabilire i costi per la coibentazione delle pareti senza avere dei precisi parametri.
Infatti questi possono variare in base al costo dei pannelli isolanti, ai lavori delle opere murarie e dei lavori di posa in opera.
Un riferimento generico, può altresì essere dato dal costo dei pannelli isolanti. Il prezzo varia a seconda dello spessore o della lunghezza.
Ecco tre esempi:

  • i pannelli di polistoro hanno un prezzo che va dai 2 ai 4 euro. Determinante lo spessore che varia dai 4 ai 6cm;
  • i pannelli di lana roccia con spessore di 4 centimetri li troviamo sul mercato ad un costo di 3,15 al metro quadro;
  • i pannelli di sughero hanno un prezzo che oscilla tra i 15 e i 60 euro al mq. Il prezzo è determinato dallo spessore che varia dai 2 cm a 10 cm.

La soluzione di Poliurea Italia

Poliurea Italia specializzata nell’impermeabilizzazione ed isolamento termico per industrie ed abitazioni private, offre la sua ventennale esperienza nel settore.
Poliurea Italia utilizza come isolante termico il poliuretano: leggero, durevole nel tempo, sicuro ed in linea con gli attuali parametri ambientali.
L’azienda propone soluzioni altamente tecnologiche che garantiscono elevati standard di qualità. Disponibilità offerta su tutto il territorio nazionale.

Case prefabbricate e riciclo: i materiali che “fanno bene” al Pianeta

Case prefabbricate e riciclo: i materiali che “fanno bene” al Pianeta

Riciclo, ecosostenibilità e risparmio energetico sono i principi su cui si basa la filosofia del costruire una casa prefabbricata secondo i criteri della moderna bioedilizia.

Costruire una casa in legno in modalità prefabbricata vuol dire avere una cura ed un’attenzione particolare per l’ambiente e per la natura che ci circonda. E non solo: la costruzione di una villa moderna in legno ha un impatto davvero molto basso (in termini di risparmio energetico) sull’ambiente e permette al costruttore di utilizzare un materiale riciclato e sostenibile.

Nel nostro articolo scopriremo perché costruire (ed abitare) in una casa prefabbricata in legno può fare davvero bene al nostro Pianeta.

Il riciclo e le case prefabbricate in legno

Nella bioedilizia, il risparmio energetico ed il riciclo occupano un ruolo davvero fondamentale. Il legno è il materiale prescelto dalla bioedilizia per la costruzione di case moderne a basso impatto sulla natura e sull’ambiente che ci circonda. Stiamo parlando del legno, uno dei materiali più naturali che è possibile utilizzare per la costruzione dei moderni edifici.

E, quando si parla di legno, quando si parla di “materiale naturale” si coinvolgono necessariamente anche aspetti relativi al riciclo. Il legno è un materiale rinnovabile, straordinariamente durevole ma che può essere reimpiegato e riciclato a fine vita ovvero quando ha esaurito la sua funzione.

Il sughero, materiale riciclato per la costruzione delle case ecologiche

E la grande attenzione della bioedilizia per l’ambiente e per la natura, ha spinto a cercare soluzioni sempre più ecologiche e a basso impatto sul mondo che ci circonda.

Per la costruzione delle moderne case ecologiche non viene soltanto impiegato il legno ma anche il sughero, altro materiale completamente naturale, durevole e in grado di essere riciclato e riutilizzato “a fine vita”.

Il ‘caso’ della fibra di legno

Ma la massima esplicazione dell’idea di riciclo nel mondo dell’edilizia “non convenzionale” è possibile riscontrarla nelle case prefabbricate realizzate impiegando le fibre di legno. Stiamo parlando di un materiale che proviene da un sapiente ed efficace lavoro di riciclo e che, a sua volta, può essere riciclato “a fine vita”.

Le fibre di legno sono infatti realizzate utilizzando scarti di legname non trattato. Il tutto avvalendosi della naturale proprietà legante della fibra di legno e, dunque, senza l’utilizzo di additivi chimici in grado di inquinare l’ambiente che ci circonda.

Come fare cuscini da notte riciclando vecchi tessuti

Come fare cuscini da notte riciclando vecchi tessuti

Creare cuscini da notte con tessuti di riciclo

Riciclo, cucito creativo e relax: l’accoppiata vincente!

Moderno, rustico, shabby chic…

Qualunque sia lo stile della tua camera da letto, la parola d’ordine è sempre la stessa: personalità. Se la tua camera ti sembra datata e hai voglia di darle un tocco di novità in poco tempo e con un budget pari a zero, la scelta migliore è arricchire il letto con cuscini fai-da-te, magari riciclando e cucendo insieme materiali che hai già in casa.

Il letto in stile americano, con molti cuscini sovrapposti, è non solo bello, ma anche comodo!

“Giocare” con i tessuti, i colori e i materiali

Per cominciare hai bisogno di alcuni cuscini da rivestire, ago e filo (o meglio ancora una macchina da cucire) e tutti gli avanzi di stoffa che riesci a trovare in casa.

Se non trovi niente di adatto, prova a cercare nei mercatini e nelle mercerie: potresti fare grandi affari!
Non è indispensabile che i cuscini siano tutti uguali. Anzi, lo stesso cuscino può addirittura essere rivestito con strisce o quadrati di tessuti diversi; l’importante è mantenere uno stesso tema (per esempio scegliendo tonalità simili ma in materiali diversi) e creare un’armonia generale. Per il resto, via libera alla fantasia!
Ricorda che alcuni tessuti sono particolarmente indicati per le federe che staranno a contatto con la pelle durante il sonno (la seta, per esempio, è il materiale più delicato sulla pelle, oltre a essere di grande eleganza!), mentre altri sono più adatti ai copricuscino decorativi.

Per esempio puoi riciclare i tuoi vecchi jeans creando un copricuscino formato da strisce affiancate, magari lasciando a vista il dettaglio della tasca. Anche vecchi centrini o abitini di pizzo possono essere utilizzati per dei cuscini, dando alla camera un tocco di eleganza e femminilità. Sarà un modo divertente per dare nuova vita ai vestiti che non usi più!

Come realizzare un cuscino passo dopo passo

Per prima cosa devi misurare il cuscino (tenendo conto anche dello spessore) per disegnare la sagoma della federa o del copricuscino.

Tieni presente che la federa dovrà essere leggermente più grande del cuscino, in modo da poterla inserire agevolmente; per non sbagliare puoi anche usare come modello una federa già pronta.
A questo punto puoi scegliere gli scampoli da utilizzare. Affiancali fino a ottenere la dimensione desiderata e cucili tra loro, a mano o usando la macchina da cucire.

Poi ricalca la sagoma sul tessuto e taglialo a misura.
Quando hai ottenuto entrambe le facce della federa, cucile insieme lasciando un lato aperto e rifinendo il bordo. Puoi scegliere se inserire una zip o dei bottoni (semplici o a pressione) per completare il lavoro.

Anche i bottoni possono essere di riciclo: tutti noi abbiamo in casa una scatola piena di bottoni spaiati e inutilizzati!

Non dimenticarti della cosa più importante: la comodità!

Se sei particolarmente attento al supporto ergonomico offerto dal cuscino e alla qualità del sonno, puoi anche utilizzare dei cuscini in gel come base per realizzare federe e copricuscini fai-da-te.

Bicicletta elettrica, mezzo di trasporto green

Bicicletta elettrica, mezzo di trasporto green

Che le tematiche ambientali stiano sempre più a cuore ad ognuno di noi è oramai un dato di fatto: non è un caso che oramai sia un’abitudine acquistare prodotti bio per la cucina e per la cura personale, praticare uno stile di vita sano e persino utilizzare mezzi di trasporto che limitano l’inquinamento, come nel caso della bicicletta elettrica. Si tratta oramai di un mezzo che viene sempre più utilizzato non soltanto nelle piccole cittadine di provincia, dove sicuramente è più facile muoversi con due ruote, ma anche nelle grandi città e metropoli, dove i cittadini stanno oramai prendendo l’abitudine ad utilizzare mezzi diversi dalla tradizionale automobile, tra l’altro una delle principali fonti di inquinamento in località come Roma e Milano.

Ma come funziona esattamente una bici elettrica? E perché risulta essere davvero uno strumento green? Anzitutto si tratta di una normalissima bicicletta, identica nella struttura e nel funzionamento, ma dotata di un intelligente motore elettrico che vi aiuta nella pedalata riuscendo a percepire quando state utilizzando i pedali o meno: in sostanza se state pedalando come su un qualunque mezzo a due ruote, il motore si disattiva; se invece non state usando i pedali, allora lo percepisce e si attiva immediatamente, risparmiandovi tra l’altro non poca fatica (soprattutto su salite ripide e percorsi lunghi!). In linea di massima, una qualunque bicicletta elettrica raggiunge un massimo di 25 chilometri all’ora, velocità oltre la quale torna a funzionare come un normale mezzo a due ruote con pedali. Queste caratteristiche rendono la bicicletta elettrica un mezzo molto comodo per muoversi nelle grandi città, al tempo stesso economico – pensate al grande risparmio sulla benzina – e assolutamente ecologico.

Ovviamente il motore della bici elettrica è collegato ad una batteria che necessita di essere ricaricata. In genere, una comune batteria al litio ha bisogno di almeno cinque ore sotto carica per poter tornare poi a funzionare a pieno: basterà rimuoverla dal telaio della bicicletta e collegarla ad un normale caricabatteria da presa elettrica. Con una batteria ben carica potrete arrivare a percorrere addirittura un centinaio di chilometri, risparmiando tantissimo rispetto al pieno del serbatoio di una normale automobile. Abbiate quindi molto cura della vostra batteria, perché è davvero il cuore pulsante della vostra bicicletta, che così vi permetterà di muovervi senza emettere gas inquinanti o sostanze che possano in qualche modo deturpare l’ambiente.

Dove comprare una bicicletta elettrica?

Il mercato è abbastanza nuovo, tuttavia esistono città come Roma e Milano dove il settore si è già abbastanza affermato. Oltre ai siti di e-commerce, consigliamo di affidarsi a professionisti del settore con un negozio o un concessionario vero e proprio presso il quale poter effettuare un test-drive oppure ricevere alcuni consigli. Per chi cerca bici elettriche a Roma Energeko può essere un buon compromesso. Si tratta di un rivenditore di auto, moto, scooter e bici elettriche con 10 anni di esperienza nel settore della mobilità elettrica e oltre 20 anni di esperienza nel settore delle energie alternative.

Quando comprare una bicicletta elettrica?

Il quando è relativo. Tuttavia suggeriamo di comprare nei mesi invernali o autunnali, quando la domanda è più bassa e di solito i prezzi calano, in modo da avere la bicicletta pronta per i mesi più caldi e godibili.

Come riciclare le anime di cartone della carta igienica

Come riciclare le anime di cartone della carta igienica

Una delle cose che non si sa mai come smaltire è l’anima della carta igienica, ovvero il cilindretto di cartone che sostiene i veli di ovatta. Eppure con quel cartoncino si possono realizzare davvero tantissime idee carine e divertenti che possono occupare anche i più piccoli. In realtà con le anime di cartone della carta igienica si può anche accendere il fuoco di un camino o di una stufa a legna, ma una volta scoperti i tanti porgetti che si possono fare a casa con i bambini non vorrete più eliminarli in quel modo! Vediamo cosa si può realizzare.

1. Il cartone della carta igienica diventa una scatolina

Il primo progetto consiste nel realizzare delle scatoline porta oggetti con cui confezionare dei piccoli regali di Natale. Se per esempio avete intenzione di regalare anelli, orecchini, braccialetti artigianali o realizzati da voli, vi basterà piegare leggermente il cilindro di cartone per ottenere delle graziose scatoline low cost. Vediamo come si fa. Prima di tutto si devono piegare le estremità del cilindro verso l’interno in modo da creare una forma simile a quella di un cuscino. La scatolina è pronta. Si può eventualmente decorare con dei colori acrilici o con delle paillette, oppure rivestire con della carta, a quel punto però è bene rivestire il cilindro prima di piegarlo Vi basterà poi attaccare una piccola coccarda per avere un pacchettino originale e home made.

2. Babbo Natale

cartone-02Per realizzare questo progetto vi occorre della carta crespa rossa, o della carta collage, o anche della stoffa, del cotone, pennarelli e colla vinilica o a caldo se utilizzate la stoffa, in questo caso il procedimento non cambia, semplicemente andrete a utilizzare la colla a caldo con l’apposita pistola invece della colla vinilica. Prendete il cilindretto, rivestitene metà con la carta crespa rossa, poi fate un colletto e i dettagli del pellicciotto di Babbo Natale con il cotone e rifinite col pennarello. Disegnate gli occhi e fate la barba con il cotone. Confezionate quindi un cono sempre con la carta crespa al cui apice attaccherete una pallina di cotone e all’altro un bordo, sempre di cotone. Incollate il cappellino e il Babbo Natale sarà pronto.

Come riciclare dei vecchi pneumatici

Come riciclare dei vecchi pneumatici

Se si ha una vecchia auto che non serve più si può optare per diverse soluzioni. Una è certamente quella di venderla, magari con un certificauto in modo da fare una buona vendita dell’usato e ricavare del denaro congruo al suo valore di mercato, ma se questa opzione non fosse attuabile allora restano poche alternative valide: farla demolire da uno sfasciacarrozze, versarla per acquistare un’auto nuova, venderla a uno sfasciacarrozze per i pezzi di ricambio. Se si decide di portarla da uno sfasciacarrozze per demolirla, però, si possono chiedere gli pneumatici che potranno essere riciclati in modo creativo. Riciclare dei vecchi pneumatici, infatti, non solo è molto semplice, ma è anche un’occasione per divertirsi con tutta la famiglia.

Riciclare dei vecchi pneumatici e metterli in giardino

Una volta recuperati gli pneumatici dalla vostra vecchia auto potrete creare una serie di oggetti molto originali da contestualizzare nel vostro giardino. Per esempio, dopo averli dipinti con dei colori appositi, anche le bombolette spray vanno bene, potrete creare la base di un tavolino, un’altalena, delle graziose fioriere. Se poi siete anche un minimo creativi, potrete unirne più di uno e dare vita a simpatiche figure, ma vediamo una per volta tutte le possibilità per creare oggetti da esterni. In ogni caso la cosa primaria da fare è quella di pulirli, magari con un gettito d’acqua (in questo caso vanno fatti asciugare molto bene) e poi dipingerli. Se la vernice scelta non dovesse dare una colorazione soddisfacente, si potrà prima dare una mano di primer in modo che la vernice offra una colorazione più vivace e brillante.

Fioriere multicolor

Per realizzare questo progetto basta dipingere gli pneumatici di diversi colori come è stato illustrato in precedenza. A questo punto potrete collocarli nelle zone del giardino che preferite e riempire il loro centro di terriccio. Chiaramente va da sé che il cerchione andava eliminato! Sono molto carini gli pneumatici con composizioni di piante grasse, o anche con erbe aromatiche da utilizzare in cucina, ma anche con delle piante della macchia mediterranea.

Altalena per bambini e non

In questo caso lo pneumatico può anche restare del suo colore originale. Quello che vi serve è della corda bella robusta che annoderete in quattro punti dello pneumatico in modo che funga da seggiolino. Legate quindi le corde a una trave o a un ramo di un albero resistente.

Tavolino da giardino gommato

pneumatici-02Per realizzare questo progetto vi occorreranno tanti pneumatici a seconda di quanto vorrete alto il vostro tavolino, diciamo che tre o quattro possono essere sufficienti. Potete dipingere gli pneumatici e fermarli tra loro legandoli ben stretti con una corda. Come superficie potrete usare un semplice coperchio di botte o una tavola di compensato da dipingere, rotonda o quadrata, a seconda dei vostri gusti. E per le sedute? No problem, altri due pneumatici a testa, un tondo di compensato di un paio di centimetri più largo della sede del cerchione, dell’imbottitura di gommapiuma e della stoffa. Basterà incollare la gommapiuma tagliata a misura del cerchio di compensato, rivestirla con la stoffa e bloccare il tessuto con una sparapunti, a questo punto si posa il disco sullo pneumatico e sono pronte anche le sedute.

Riciclare le bottiglie di plastica

Riciclare le bottiglie di plastica

Chi non ha la possibilità di usufruire di case dell’acqua vicino alla propria abitazione, è costretto a comprare casse di bottiglie di plastica che andranno a finire nel pattume. Certo ora che in tutta i Italia o quasi esiste la differenziata non è quasi più un problema cestinarle, ma lo sapevate che la plastica è uno dei materiali più duttili? E che è possibile costruirci un immensità di cose utili e non? Ecco elencatene alcune

Deumidificatore

Esatto! con un po di sale e qualche bottiglia è possibile fare un deumidifcatore fai-da-te per il vostro bagno o per tutti quegli ambienti che soffrono di umidità specialmente nel periodo autunnale. Il procedimento è semplice: prendete una bottiglia, tagliatela a metà, asciugatela bene e fare dei buchi nel tappo. Dopodichè riempiete a parte superiore, per metà, con il sale e lasciate riposare in congelatore per 10 ore. Sistemate la parte superiore con il tasso rivolto verso il basso, all’interno della parte inferiore e il gioco è fatto. Il sale raccoglierà l’umidità e la scaricherà nella bottiglia.

Centri tavola

Molte persone hanno la mania e il piacere di mettere fiori e bouquet come decorazioni e centro tavola. Questo oltre a comportare una perdita di petali ovunque, incide notevolmente sul portafoglio. E allora ci viene in aiuto la nostra amica plastica, con essa si possono fare dei stupendi fiori e  realistiche foglie lavorandole con il calore del fuoco e dipingendole con i colori per il vetro (oppure usando la plastica colorata)

Decorazioni natalizie

E si, con la plastica è possibile fare anche delle decorazioni da appendere ai nostri alberi. Modellandoli sempre con il calore del fuoco possibile fare delle girandole per le nostre festività.

Sul web ormai si trovano una miriade di tutorial adatti ad ogni occasione, la plastica è davvero un prodotto che può venirci in aiuto per qualsiasi tipo di regalo o oggetto utile.

 

Riciclo avanzi alimentari

Riciclo avanzi alimentari

Ogni giorno buttiamo dalla nostra tavola tonnellate di cibo che non mangiamo più, o perché siamo sazi o perché non ci piace quello che stiamo assaporando, il cestino si riempie di preziosi alimenti che possono aiutare sia il pianeta ma soprattutto il nostro portafoglio. Negli ultimi anni si sta assistendo all’aumento di slow food, bio, e tutti quei modi per mangiare sano, ecologico e in sinergia con il pianeta. Ma questa modalità è possibile attivarla anche in casa.

Ci sono diverse maniere di recuperare il cibo che non si vuole più mangiare o utilizzare gli scarti alimentari per aiutare la pulizia della casa o l’igiene personale, vediamo alcuni consigli.

RI-cucinare gli alimenti già in parte consumati è sicuramente uno dei primi vantaggi, un piatto diverso senza spreco:

come per esempio I dadi vegetali che possono essere fatti con Le bucce di carota, cetriolo, i petali di carciofo, cipolla, bucce di carota e/o cetriolo, debitamente lavati ed essicati sono ottimi per i risotti.

La pasta può essere ricotta e presentata come pasta al forno, oppure fare dei timballi. Il riso può essere utilizzato per fare degli ottimi arancini. Con tutte le bucce di frutta in generale è possibile fare dei profumatissimi bisogno.Il pane è l’elemento tipico del riuso, perché si sa che un culetto rimane sempre e allora utilizzalo per fare del pane gratuggiato. Ma è possibile fare anche delle bruschette da inzuppare o fare una bella panzanella contadina alla Toscana.

Il limone è veramente un alleato contro i batteri della casa, ma può aiutare anche la pelle creando dei detergenti per il viso o per il corpo. Inoltre in estate una bel dolce freddo con il limone è un toccasana per la mente e il corpo. Ci sono tantissimi scarti di uso alimentare che si possono usare per la nostra igiene e profumazione, basta scovarli e provarli.

Ogni giorno siamo alla ricerca di nuove ricette per la nostra dieta paleotica e se a volte non abbiamo voglia di stare tanto a pensare il sito www.dietapaleo.it può venirci in aiuto con un menù giornaliero. Soprattutto se si segue una dieta, ci saranno tantissimi scarti di verdura che vanno buttati ma che in realtà si possono utilizzare in tantissimi modi.  Sperimentate i molteplici tesori del riciclo alimentare!

Angioletto natalizio da materiali di riciclo

Angioletto natalizio da materiali di riciclo

Il Natale si avvicina e tra circa un mese dovremo cimentarci con la decorazione dell’albero di Natale. Ma se quest’anno volessimo, magari assieme anche ai nostri bambini, creare un albero di Natale davvero originale, che sia diverso da quello di tutti gli altri anni e che abbia quel non so che di speciale che lo renda davvero indimenticabile? Come? Ma è semplice, non utilizzando le classiche decorazioni che si acquistano nei negozi, bensì autoproducendole da noi in casa.

Cosa serve

Ovviamente quello che serve è tutto materiale di riciclo, da vecchi stracci della cucina, a materiali improbabili come i manicotti poliuretano che all’occorrenza possono svelare angolazioni inedite. Così come celle bottiglie in plastica, del cotone per levare il trucco, il tutto accompagnato da strumenti del mestiere come una pistola per colla a caldo, barre di colla a caldo, nastrini, paillette, brillantini. Ma non buttiamo assolutamente vecchi giornali, maccheroni di quelli grandi, quella bambolina rotta di vostra figlia di cui ormai è rimasta solo la testa. Insomma, fate un bel giro per la casa e ispezionate attentamente senza dimenticare quel vecchio centrino della nonna che può trasformarsi, a sorpresa, in una decorazione fantastica!

Come si fa

albero-natalePartiamo proprio dal materiale più strano, la barra o il manicotto in poliuretano che altro non è che la manovella della vostra avvolgibile, per esempio, che avete sostituito di recente e che non avete voluto buttare perché non si sa mai, vi ispirava una nuova vita. Prendete poi una di quelle palline in legno profumate che si utilizzano, normalmente, come profuma biancheria, Con delle forbici ritagliate dai vecchi teli da cucina un paio di ali di grandezza congrua a quella del manicotto, quindi non troppo grandi né troppo piccole. Prendete la pistola per la colla a caldo e le decorazioni, infine quella paglietta di lana d’acciaio riccioluta e dorata.

Mettete le ali di stracci a bagno in una soluzione di acqua,1 parte e di colla di tipo vinavil, 2 parti. Strizzatele bene e fatele seccare, magari con l’asciugacapelli per fare un po’ più alla svelta. Ora con la colla e la pistola a caldo mettete un punto di colla sulla parte più stretta del manicotto e adagiatevi la pallina di legno. Con un pennarello indelebile disegnate gli occhi e la bocca. Ora mettete un punto di colla a caldo sulla nuca dell’angioletto e attaccate la paglietta riccioluta. Decorate con un nastrino, se lo avete dorato farà un figurone. Infine attaccate le ali una volta che saranno asciutte sempre fissandole con un punto di colla a caldo.

Per ultimo, con un nastrino che incollerete sempre con la colla a caldo sulla schiena, fate un gancetto per appendere l’angioletto all’albero.

 

 

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