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Case prefabbricate e riciclo: i materiali che “fanno bene” al Pianeta

Case prefabbricate e riciclo: i materiali che “fanno bene” al Pianeta

Riciclo, ecosostenibilità e risparmio energetico sono i principi su cui si basa la filosofia del costruire una casa prefabbricata secondo i criteri della moderna bioedilizia.

Costruire una casa in legno in modalità prefabbricata vuol dire avere una cura ed un’attenzione particolare per l’ambiente e per la natura che ci circonda. E non solo: la costruzione di una villa moderna in legno ha un impatto davvero molto basso (in termini di risparmio energetico) sull’ambiente e permette al costruttore di utilizzare un materiale riciclato e sostenibile.

Nel nostro articolo scopriremo perché costruire (ed abitare) in una casa prefabbricata in legno può fare davvero bene al nostro Pianeta.

Il riciclo e le case prefabbricate in legno

Nella bioedilizia, il risparmio energetico ed il riciclo occupano un ruolo davvero fondamentale. Il legno è il materiale prescelto dalla bioedilizia per la costruzione di case moderne a basso impatto sulla natura e sull’ambiente che ci circonda. Stiamo parlando del legno, uno dei materiali più naturali che è possibile utilizzare per la costruzione dei moderni edifici.

E, quando si parla di legno, quando si parla di “materiale naturale” si coinvolgono necessariamente anche aspetti relativi al riciclo. Il legno è un materiale rinnovabile, straordinariamente durevole ma che può essere reimpiegato e riciclato a fine vita ovvero quando ha esaurito la sua funzione.

Il sughero, materiale riciclato per la costruzione delle case ecologiche

E la grande attenzione della bioedilizia per l’ambiente e per la natura, ha spinto a cercare soluzioni sempre più ecologiche e a basso impatto sul mondo che ci circonda.

Per la costruzione delle moderne case ecologiche non viene soltanto impiegato il legno ma anche il sughero, altro materiale completamente naturale, durevole e in grado di essere riciclato e riutilizzato “a fine vita”.

Il ‘caso’ della fibra di legno

Ma la massima esplicazione dell’idea di riciclo nel mondo dell’edilizia “non convenzionale” è possibile riscontrarla nelle case prefabbricate realizzate impiegando le fibre di legno. Stiamo parlando di un materiale che proviene da un sapiente ed efficace lavoro di riciclo e che, a sua volta, può essere riciclato “a fine vita”.

Le fibre di legno sono infatti realizzate utilizzando scarti di legname non trattato. Il tutto avvalendosi della naturale proprietà legante della fibra di legno e, dunque, senza l’utilizzo di additivi chimici in grado di inquinare l’ambiente che ci circonda.

Bicicletta elettrica, mezzo di trasporto green

Bicicletta elettrica, mezzo di trasporto green

Che le tematiche ambientali stiano sempre più a cuore ad ognuno di noi è oramai un dato di fatto: non è un caso che oramai sia un’abitudine acquistare prodotti bio per la cucina e per la cura personale, praticare uno stile di vita sano e persino utilizzare mezzi di trasporto che limitano l’inquinamento, come nel caso della bicicletta elettrica. Si tratta oramai di un mezzo che viene sempre più utilizzato non soltanto nelle piccole cittadine di provincia, dove sicuramente è più facile muoversi con due ruote, ma anche nelle grandi città e metropoli, dove i cittadini stanno oramai prendendo l’abitudine ad utilizzare mezzi diversi dalla tradizionale automobile, tra l’altro una delle principali fonti di inquinamento in località come Roma e Milano.

Ma come funziona esattamente una bici elettrica? E perché risulta essere davvero uno strumento green? Anzitutto si tratta di una normalissima bicicletta, identica nella struttura e nel funzionamento, ma dotata di un intelligente motore elettrico che vi aiuta nella pedalata riuscendo a percepire quando state utilizzando i pedali o meno: in sostanza se state pedalando come su un qualunque mezzo a due ruote, il motore si disattiva; se invece non state usando i pedali, allora lo percepisce e si attiva immediatamente, risparmiandovi tra l’altro non poca fatica (soprattutto su salite ripide e percorsi lunghi!). In linea di massima, una qualunque bicicletta elettrica raggiunge un massimo di 25 chilometri all’ora, velocità oltre la quale torna a funzionare come un normale mezzo a due ruote con pedali. Queste caratteristiche rendono la bicicletta elettrica un mezzo molto comodo per muoversi nelle grandi città, al tempo stesso economico – pensate al grande risparmio sulla benzina – e assolutamente ecologico.

Ovviamente il motore della bici elettrica è collegato ad una batteria che necessita di essere ricaricata. In genere, una comune batteria al litio ha bisogno di almeno cinque ore sotto carica per poter tornare poi a funzionare a pieno: basterà rimuoverla dal telaio della bicicletta e collegarla ad un normale caricabatteria da presa elettrica. Con una batteria ben carica potrete arrivare a percorrere addirittura un centinaio di chilometri, risparmiando tantissimo rispetto al pieno del serbatoio di una normale automobile. Abbiate quindi molto cura della vostra batteria, perché è davvero il cuore pulsante della vostra bicicletta, che così vi permetterà di muovervi senza emettere gas inquinanti o sostanze che possano in qualche modo deturpare l’ambiente.

Dove comprare una bicicletta elettrica?

Il mercato è abbastanza nuovo, tuttavia esistono città come Roma e Milano dove il settore si è già abbastanza affermato. Oltre ai siti di e-commerce, consigliamo di affidarsi a professionisti del settore con un negozio o un concessionario vero e proprio presso il quale poter effettuare un test-drive oppure ricevere alcuni consigli. Per chi cerca bici elettriche a Roma Energeko può essere un buon compromesso. Si tratta di un rivenditore di auto, moto, scooter e bici elettriche con 10 anni di esperienza nel settore della mobilità elettrica e oltre 20 anni di esperienza nel settore delle energie alternative.

Quando comprare una bicicletta elettrica?

Il quando è relativo. Tuttavia suggeriamo di comprare nei mesi invernali o autunnali, quando la domanda è più bassa e di solito i prezzi calano, in modo da avere la bicicletta pronta per i mesi più caldi e godibili.

Smaltimento dei pannelli solari, quali sono gli Incentivi?

Smaltimento dei pannelli solari, quali sono gli Incentivi?

Il pannello solare è quella tecnologia con la quale vengono catturati i raggi solari e con un procedimento basato sul tipo di sistema installato viene prodotta energia elettrica ed acqua calda.

Lo scopo principale di questo impianto è consentire un risparmio della componente energetica attraverso l’ammortamento in un lasso di tempo variabile a seconda dell’installazione. Il vantaggio è assicurato dalla durata del sistema e dal risparmio annuale che contribuisce a diminuire sensibilmente le spese sull’energia di cui si ha bisogno.

La Legge di Stabilità del Governo Renzi ha riconfermato l’atteggiamento favorevole nei confronti delle fonti di energia rinnovabili e sulle tematiche dell’efficienza energetica riproponendo gli incentivi e detrazioni fiscali riguardo gli interventi in questi settori. Elettricità ed efficienza termica della casa sono due degli aspetti che la normativa prende in esame sensibilizzando il cittadino ed offrendo vantaggi per orientare l’opinione pubblica all’utilizzo di impianti atti al risparmio energetico. In Italia sono presenti altre normative che disciplinano l’argomento, il programma italiano rivolto all’incentivazione della produzione attraverso le fonti fotovoltaiche viene chiamato Conto Energia entrato in vigore nel mese di Settembre del 2005.

Riguardo gli impianti fotovoltaici ad uso domestico vengono riconosciuti come opere finalizzate al conseguimento del risparmio energetico, per cui la legge prevede una detrazione del 50% favorita dal calare dei prezzi di questi dispositivi per le nuove installazioni e per le ristrutturazioni. Tale detrazione viene riconosciuta quando non si usufruisce dei vantaggi offerti dalle tariffe applicate dal Conto Energia.

fotovoltaicoPer gli impianti fotovoltaici grid connected, cioè connessi alla rete, è prevista che l’energia in esubero venga venduta all’azienda distributrice ottenendo un guadagno proporzionale al quantitativo erogato.

Secondo la delibera del GSE, Gestore dei Servizi Energetici, l’erogazione degli incentivi dal Gennaio 2016, sia per i vecchi che nuovi impianti, viene calcolata facendo riferimento alla rilevazioni effettuate dal gestore della rete energetica. Importante è che i sistemi siano dotati di un dispositivo che consenta la misurazione dell’energia lorda prodotta dall’impianto. Nel caso dei sistemi domestici, cioè a bassa tensione, sarà lo stesso gestore a provvedere.

L’attenzione rivolta alle fonti rinnovabili, al risparmio energetico, all’efficienza degli impianti assieme ai vantaggi offerti dalla normativa in vigore propongono vantaggi rilevanti che si concretizzano nel risparmio della componente energetica attraverso detrazioni offerte dallo Stato. Questi incentivi con il calare dei prezzi degli impianti rende tali scelte molto convenienti e contribuiscono notevolmente alla diminuzione dei costi della componente energetica. A questo è da aggiungere la su citata possibilità di cedere l’energia in esubero ottenendo, addirittura, un guadagno dall’installazione dell’impianto.

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